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cronaca16 luglio 202611 fonti

Ponte Morandi, la sentenza di primo grado: quasi 400 anni di carcere chiesti dall'accusa

Il 16 luglio il tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, che uccise 43 persone: 57 imputati, con l'accusa che aveva chiesto complessivamente quasi 400 anni di carcere, 18 anni e 6 mesi per l'ex ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci. Alla vigilia, il 15 luglio, l'attuale ad Aspi Arrigo Giana ha pubblicato una lettera di scuse alle famiglie delle vittime, accolta con freddezza e indignazione dal Comitato Ricordo Vittime.

Il moncone del viadotto Polcevera, il ponte Morandi, fotografato a Genova nel gennaio 2019, pochi mesi dopo il crollo del 14 agosto 2018

Sinistra4

Il Fatto Quotidiano15 lug

Crollo Ponte Morandi, Autostrade chiede scusa alle vittime alla vigilia della sentenza

«Racconta la lettera di scuse di Giana come tardiva e arrivata sotto la pressione della sentenza imminente, in linea con l'attenzione della testata alle responsabilità mai riconosciute.»
Insiste sul ritardo delle scuse e sull'assenza di responsabilità accertate finora, coerente con la linea giustizialista della testata.
Avvenire16 lug

«Nessuna condanna ce li restituirà»: l'attesa dei familiari delle vittime del ponte Morandi

di Patrizio Righero
«Racconta la storia del Comitato Ricordo Vittime nato a Pinerolo e la testimonianza della portavoce Egle Possetti alla vigilia della sentenza, insistendo su memoria e ricerca di giustizia più che vendetta.»
Framing che diverge dal polo di destra abituale della testata: nessuna menzione della lettera di Aspi, focus solo su dolore e memoria delle famiglie. Colonna forzata a sinistra per questo motivo.

Centro5

Destra2

Corriere della Sera15 lug

La lettera di scuse di Autostrade per il crollo del Ponte Morandi: «Oggi rompiamo il silenzio per i genovesi e per tutti gli italiani. È una nostra esigenza morale»

di Arrigo Giana
«Non è un articolo di cronaca del Corriere ma il testo integrale della lettera aperta dell'ad di Aspi, ospitata dal giornale come lettera firmata dall'autore stesso.»
Non è un articolo di cronaca redazionale ma una lettera aperta firmata in prima persona dall'ad di Aspi e ospitata dal giornale, senza contraddittorio nello stesso pezzo.
Fonti verificate il 16 luglio 2026.Le testate che hanno trattato la notizia in seguito potrebbero non essere incluse.

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