La Corte di Strasburgo condanna l'Italia per le motivazioni sessiste di una pm in un caso di violenza domestica
La Corte europea dei diritti dell'uomo, con sentenza depositata il 2 luglio 2026, ha condannato l'Italia per la gestione del caso di Audrey Ubeda, cittadina francese che nel 2021 aveva denunciato l'ex compagno per violenze fisiche, psicologiche e sessuali contro lei e i due figli. I giudici hanno censurato le motivazioni con cui una pm della Procura di Benevento aveva chiesto l'archiviazione, definendo «scherzo di cattivo gusto» un coltello puntato alla gola e ritenendo «normale» che un uomo superi «una minima resistenza» della donna: parole che riflettono, per la Corte, «una cultura sessista e stereotipata». La condanna riguarda anche i ritardi delle indagini e della giustizia minorile e la permanenza della famiglia per oltre tre anni in una casa rifugio; l'Italia dovra' versare 60mila euro complessivi tra la donna e i due figli.




