Electrolux annuncia 1.700 esuberi in Italia: chiude lo stabilimento di Cerreto d'Esi
La multinazionale svedese degli elettrodomestici annuncia un piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi su 4.500 addetti italiani e la chiusura totale dello stabilimento di Cerreto d'Esi (Ancona). I sindacati proclamano lo stato di agitazione, il Mimit convoca un tavolo per il 25 maggio.
Sinistra 9
Prendi i soldi e scappa: fondi e finanziamenti pubblici a Electrolux, che ora licenzia
L'azienda svedese ha annunciato 1.700 licenziamenti. Ma dal 2024 ha beneficiato di milioni di euro in ricerca e sviluppo dal Mimit e dalla Banca europea per gli investimenti.
Electrolux, nuova tegola per il governo: 1.700 esuberi in Italia
Il colosso svedese taglia il 40% della forza lavoro e porta la produzione in Polonia, mentre il governo resta inerte davanti alla fuga industriale e all'avanzata cinese.
Crisi Electrolux e la politica industriale: la lotta di classe l’hanno vinta gli industriali
I 1.700 licenziamenti mostrano l'assenza di una strategia industriale pubblica: il mondo della fabbrica esiste ancora, ma torna visibile solo quando chiude.
Electrolux, se in 1700 perdono il lavoro
Bianco pallido. La crisi Electrolux passa dalla crisi dell'acciaio (di C. Paudice)
Costi di produzione, concorrenza cinese, dazi americani e caro energia: la crisi del "bianco" come crisi di comparto, una vertenza scomoda sul tavolo del governo.
L'Italia non ha più una politica industriale che scelga i settori dagli anni Novanta: servono tavoli di emergenza per i grandi complessi e incentivi per modernizzare l'industria leggera.
Electrolux: annunciato il dimezzamento della produzione e 1.700 licenziamenti. I lavoratori incrociano le braccia per otto ore
Doccia fredda sulla produzione italiana: chiude Cerreto d'Esi e i sindacati rispondono con lo sciopero.
Una puntata del podcast quotidiano dedica una parte a Electrolux come esempio della crisi industriale italiana.
Centro 7
La multinazionale di elettrodomestici ha annunciato che ridurrà di molto il personale in Italia, a causa di difficoltà non solo italiane.
Electrolux, l’industria tradita
Dopo l'annuncio, la rabbia dei dipendenti di Pordenone: "una carneficina", con molte donne sopra i cinquant'anni che non sanno come ricollocarsi.
Fim, Fiom e Uilm dichiarano lo stato di agitazione e chiedono al governo una convocazione al ministero: il pezzo segue la risposta sindacale.
Nessuno stabilimento sarà escluso dai tagli; chiude l'impianto di Cerreto d'Esi, dove lavorano 170 persone.
Il piano come lo raccontano i sindacati: un taglio del 40% degli occupati, stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero in ogni stabilimento.
Destra 11
Electrolux fa la dieta per i cinesi. I tagli al «bianco» colpa di Bruxelles
Le regole europee sono una zavorra competitiva: i tagli nascono lì, mentre gli svedesi sarebbero in contatto con la cinese Midea.
Electrolux e rischio licenziamenti, Urso convoca il tavolo per il 25 maggio: "Piano inaccettabile e governo presente"
Il ministro convoca il tavolo d'urgenza, imputa la crisi al green deal e ricorda gli interventi già fatti dal governo in casi simili.
Il caso raccontato attraverso il capogruppo di FdI in tv: il bersaglio è l'azienda e il suo "piano di smantellamento", il governo è quello che risponde.
Altre grane per Urso. Dopo l’Ilva la crisi di Electrolux. E il Mimit rischia di lasciare in eredità più di 40 vertenze aperte
Dopo l'ex Ilva, al ministero delle Imprese arriva un'altra crisi che colpisce il Nord-Est, e le opposizioni mettono il ministro nel mirino.
L'azienda ha illustrato sito per sito le eccedenze, con l'obiettivo di chiudere l'operazione entro l'anno; i sindacati rispondono con otto ore di sciopero.
L'azienda parla di "ottimizzazione di circa 1.700 posizioni", i sindacati traducono subito in esuberi: nessuna delle cinque sedi sarà risparmiata.
Il piano choc di Electrolux: 1.700 esuberi in Italia
Il gruppo svedese dimezza la produzione, schiacciato dal calo delle vendite e dalla concorrenza cinese; i sindacati proclamano lo sciopero in tutte le fabbriche.
Il piano presentato a Mestre sposta la produzione in Polonia e taglia quasi il 40% dei dipendenti italiani.
Cronaca dell'annuncio confermato dall'azienda come "percorso per ottimizzare", con l'appello dei sindacati perché il governo intervenga subito.
- 13 maggio 2026 → 8 fonti (3 sinistra, 2 centro, 3 destra)
- 25 settembre 2026 → 27 fonti (9 sinistra, 7 centro, 11 destra)