Gaza, la maturità tra le macerie: 37.698 studenti sostengono online l'esame Tawjihi
Il 20 giugno 2026 il ministero dell'Istruzione palestinese ha tenuto in contemporanea l'esame di maturità, il Tawjihi, per 91.138 studenti; 37.698 nella sola Striscia di Gaza, dove le prove si sono svolte online perché la maggior parte delle scuole è distrutta. I ragazzi hanno sostenuto l'esame da tende, rifugi e caffè, cercando elettricità e una connessione internet stabile, mentre 1.559 hanno affrontato le prove in Egitto. Secondo l'Onu Israele ha danneggiato o distrutto oltre il 90 per cento delle scuole e degli edifici universitari di Gaza, lasciando senza istruzione quasi l'intera popolazione in età scolare. Nello stesso periodo una studentessa diciottenne, Raghd Hussein Ashour, è stata uccisa in un raid mentre si recava a sostenere l'esame.
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A Gaza gli esami di maturità, una speranza tra miseria e bombe
«L'istruzione nella Striscia era eccellente, ma la guerra ha distrutto le scuole e una generazione: ora si riparte, ma in condizioni impossibili.»
Gaza, attacco israeliano uccide una studentessa 18enne: stava andando a sostenere l'esame di Maturità
«Raghd Hussein Ashour, 18 anni, è stata uccisa in un attacco israeliano nel quartiere di Rimal a Gaza City mentre andava a sostenere il Tawjihi. L'area è stata colpita più volte, con la tecnica del 'double tap' vietata dal diritto internazionale.»
Dare gli esami tra le macerie. A Gaza, la scuola non si arrende
«Nonostante i bombardamenti, le aule disintegrate, i libri andati in fumo, ragazzi e ragazze si sono preparati ai test. 'In guerra tutti hanno perso il diritto all'istruzione, ci avviciniamo a tre anni di scuola interrotta', racconta Yousef Haboub, insegnante dell'Unrwa.»
Centro 1
L'esame di maturità tra le macerie di Gaza, studenti nei bar per il wi-fi
«'Sono sfollata e vivo in una tenda. Mi sono preparata senza elettricità, studiavo con una piccola lampada a led', racconta una maturanda. Un segnale, forte, che la vita continua.»
Destra 0
Nessuna testata di destra o di centrodestra ha trattato la storia: verificate come assenti Corriere, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Giornale, La Verità, Libero, Il Tempo, Il Foglio, Il Messaggero, Panorama e Il Secolo d'Italia. Il silenzio a destra è una scelta editoriale, non una svista.




