Dopo le midterm il governo prende le distanze da Trump. Tajani: «Mai stati trumpiani»
Dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il vicepremier Antonio Tajani ha detto che il governo non è mai stato trumpiano e che Giorgia Meloni «non è Maga». La premier, il 4 novembre all'Altare della Patria, ha rimandato il tema a «un altro momento»; per Palazzo Chigi il rapporto con gli Usa non cambia. Schlein, Conte e Renzi leggono il voto come un segnale contro la destra.
Sinistra 6
Il governo rinnega in meno di un giorno il passato vicino a Trump; l'opposizione lo accusa di vergognarsi dei cappelli rossi e della candidatura del presidente al Nobel.
Racconta lo smarcamento come un cambio di campo, tra imbarazzi in FdI e Lega: Salvini dice che Trump non può incolpare i candidati, Tajani che lui e Meloni non sono Maga.
Meloni fa la gnorri e "cancella" il voto Usa. Ma il passato da vassalla non può nasconderlo
Legge il silenzio della premier sulla sconfitta di Trump come una rimozione: prendere le distanze diventa una condizione per competere, mentre Salvini fa il pacifista e Tajani rassicura sull'alleanza.
Per l'editoriale la premier aveva trovato in Trump una legittimazione ideologica e una scorciatoia in Europa, e ora scopre di aver puntato sul modello sbagliato.
Intervista all'ex ministro degli Esteri, che invita la premier a staccarsi da Trump e legge il loro rapporto come una fiducia nata dalla battaglia contro il woke più che dalla politica estera.
Il leader di Futuro Nazionale accusa la premier di subire i diktat dell'Europa e la «russofobia» e le prospetta alle urne la stessa sorte di Trump.
Centro 8
Dopo l'esito delle Midterm, il doppio volto della politica italiana: l'opposizione esulta, la maggioranza resta in silenzio
Mette a confronto Meloni, che rimanda il discorso sull'America a «un altro momento», e Schlein, che parla di una vittoria contro Trump e gli oligarchi.
Accosta il silenzio della premier alla posizione ufficiale del governo, per cui dopo l'ondata democratica nei rapporti con gli Stati Uniti non cambia nulla.
Lancio d'agenzia sulla dichiarazione di Tajani: rispetto per il voto degli americani e rapporto con gli Usa invariato.
Tajani: "Non siamo mai stati trumpiani". E difende Meloni: "Non è una Maga"
Nato e Iran, lo spettro di una rivalsa di Trump agita Meloni: "La sinistra ha poco da festeggiare"
Retroscena sulle preoccupazioni di Palazzo Chigi: lo smarcamento da Trump già avviato diventa più urgente, per il timore di una rivalsa su Nato e Iran.
Analisi su cosa suggerisce il voto di metà mandato per le prossime elezioni italiane e sui rischi per la premier.
Destra 12
Midterm Usa, Meloni punge la sinistra: "Ora riscoprirà, come per magia, che gli Stati Uniti sono un grande alleato"
La premier ribadisce che l'alleanza con Washington regge a prescindere dalle maggioranze e rimprovera all'opposizione il cambio di atteggiamento verso gli Usa.
La sinistra italiana si intesta il ko di Trump e già sogna la spallata a Meloni
Il soggetto è l'opposizione: Schlein, Conte e Fratoianni leggono la sconfitta repubblicana come un segnale per l'Italia, i Cinque Stelle parlano di un'onda per mandare a casa Meloni.
Ironizza sulla sinistra che festeggia la vittoria dei «lontani cugini» americani, non riuscendo a vincere in Italia.
Racconta con tono polemico l'opposizione che esulta per la vittoria dei democratici americani.
Meloni dopo Trump: "Serve una destra che non sbraita"
Con ironia descrive una destra smemorata, «trumpiana solo allora», per cui in Italia non cambia niente, mentre la sinistra si innamora di Ossoff.
Trump va fuori rotta e (si) perde. La destra italiana? Resta salda sulla propria via
Separa la sorte di Trump da quella della destra italiana: la sconfitta di metà mandato è quasi fisiologica, la sua debacle no, e la destra di governo non cambia strada.
Midterm, Fdi vede una lezione per Trump e i Maga: "È Meloni il modello per la destra del futuro"
Retroscena dal punto di vista di FdI: il governo sperava in una sconfitta solo a metà di Trump e ora indica Meloni come modello per la destra.
Riporta Tajani che si definisce conservatore e berlusconiano, nega che Meloni sia Maga ed esclude ripercussioni dagli Stati Uniti.
Rassegna delle reazioni: la premier rimanda il tema per la festa delle Forze armate, Conte e Schlein leggono il voto contro la destra, Renzi parla di fine dell'esperienza Maga.
Mette in parallelo il centrodestra, che descrive un rapporto solido con gli Usa chiunque li guidi, e Schlein, Conte e Renzi che esultano.
La premier aspetta, le opposizioni festeggiano: il pezzo si chiede che cosa farà Meloni dopo la sconfitta di Trump.